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Associazione culturale e di rievocazione storica Gallica |
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News: Le mummie di Acy-Romance
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Il Dio Sucellus
Sucellus, il cui
nome viene fatto derivare dal prefisso “Su”, ovvero “buono, ottimo”
e dal termine latino “percellere”, il cui significato è
“sconvolgere, colpire, uccidere”; il cui significato diventa
“ il buon
picchiatore” o “colui che batte bene”, è una delle divinità
galliche più diffuse in tutta Europa.
Sono ben 200
i ritrovamenti di sue rappresentazioni, sempre raffigurato come
un uomo robusto, dalla capigliatura riccia e leonina, una folta
barba che scende fino al possente petto; impugna un martello dal
lungo manico.
Le sue
caratteristiche sono palesemente solari, le sue raffigurazioni
sono sempre accompagnate da svastiche, ruote solari, croci.
Per alcuni
studiosi egli è il Dio supremo dei Galli, il più grande di
tutti, mentre per altri egli è il Dio al centro dei culti
popolari, buono e onesto.
La sua
particolarità è che le sue rappresentazioni si prestano a più
versioni , e tutte trovano riscontro; infatti mentre nelle
zone
più a nord quali il Reno, il Rodano e la Saona vi è una visione
più veneranda e solenne, quasi sempre associato al Giove romano;
la zona sud ha una visione più bonaria, agreste che nella Gallia
narbonese lo porterà ad essere associato al Silvano romano, ma
non mancano anche rappresentazioni che lo associano al Dis pater
e a Pluto, Dio dei morti.
Per
comprendere meglio le sue caratteristiche, si può considerare
Sucellus come Giove, Silvanus o il Pluto gallico, è interessante
osservare i ritrovamenti nelle zone più periferiche, dove la
tendenza a mantenere una tradizione più arcaica è maggiore.
Esistono sei
statuette bronzee ritrovate in diverse località della Svizzera
(Losanna, Basilea, August, Visp, Pully e Genf) che mostrano
coerentemente le stesse caratteristiche.
Sucellus è
rappresentato con la solita capigliatura leonina, barba lunga,
fisico possente; in tutte la rappresentazioni è vestito con una
tunica a maniche lunghe che arriva fino al ginocchio; nella mano
sinistra porta il classico martello dal lungo manico, mentre
nella destra tiene una olla, oggetto a forma di vaso.
Il
migliore di questi è senz’altro la statuetta di Visp, nella
quale si può notare un lungo chiodo sul petto, con le due ali
allungate in testa a mo’ di piccolo martello; il cui significato
potrebbe essere quello del chiodo con cui si sancisce un’
accordo, un patto stipulato o un giuramento, tipici proprio di
Giove e anche del Dagda.
Una marcata
cintura attraversa orizzontalmente il chiodo formando una croce;
simbolo che compare inciso sulla pietra di numerose statue che
raffigurano il Dio.
Ciò può
significare che Sucellus è un Dio che presiede in terra e sotto
di essa, al mondo dei Viventi e dei defunti; in pratica presiede
i cicli della vita e della morte, della ciclicità della terra,
delle stagioni e quindi della fertilità.
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