Associazione culturale e di rievocazione storica Gallica

I Druidi e Pitagora

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I risultati variabili da un popolo gallico ad un altro. Ma ciò che sappiamo, è che in una grande regione della Gallia, al IV° e III° sec. a.C., i culti di tutti gli ordini sparpagliati nelle campagne, divennero un’autentica religione, nel senso latino del termine, cioè un insieme coerente. Sappiamo anche che l’ottenimento di questo risultato non era che l’ultimo scopo che i druidi si erano prefissi. La religione non era che un mezzo per ottenere altri fini, rendere gli uomini migliori e dotare la loro società di un funzionamento armonioso. Nello stesso modo fecero della giustizia e dell’educazione (della gioventù aristocratica, ovviamente) delle vere istituzioni politiche...

...Come ha potuto farsi largo tra questi culti privati di natura aristocratica, la religione organizzata del III° sec. della quale gli archeologi hanno scoperto le vestigia monumentali? Inizialmente molto lentamente, quasi un secolo e mezzo separa i primi dalla second. E soprattutto sotto l’influenza di una profonda trasformazione della società. Le testimonianze storiche e i dati archeologici ne rivelano i segni.
Il primo è un fenomeno doppio di cui è difficile dire se le due espressioni dipendano l’una dall’altra: da un lato, il declino rapido e totale degli aristocratici hallstattiani detti “principi”; dall’altro, l’apparizione, nelle regioni vicine, di comunità più egualitarie, che si riconoscono grazie ai riti funerari che riservano ad una parte non indifferente dei loro membri.. Questi ultimi vengono interrati in grandi necropoli collettive a tombe piatte, senza distinzione tra di loro. Solo gli uomini inumati con le armi possono differenziarsi come capi. Le donne, raramente, hanno con loro delle parures. Gli uni e gli altri non si distinguono radicalmente dal resto della comunità. Ormai non si vedono più le fastose camere funerarie. Ma il segno più importante di questo cambiamento è di ordine artistico e, di conseguenza, spirituale. Le rappresentazioni di statue antropomorfe scompaiono nello stesso momento dei “principi” che ne erano i modelli. Nello stesso tempo si sviluppa un’arte geometrica la cui straordinaria virtuosità non ha eguali tranne che nei calcoli dei sapienti che preparavano i bozzetti. E’ abbastanza facile riconoscere nei due fenomeni concomitanti (il brusco arresto di un tipo di raffigurazione realista che stava per nascere e la nascita di un’arte sapiente) il risultato di una volontà che non è riconoscibile individualmente ma piuttosto è riconducibile ad un gruppo di sapienti che preferivano i numeri alle immagini, delle specie di Pitagorici, altrimenti detti druidi."

 
 

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