Associazione culturale e di rievocazione storica Gallica

I Druidi e Pitagora

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In questo scritto vi sono più informazioni interessanti; la citata immortalità dell'anima, ma anche:

 Pretendono di conoscere la grandezza della terra e del mondo

il che implica che avessero delle conoscenze matematiche non indifferenti comuni anche dei pitagorici e anche:

Insegnano molte cose ai nobili della Gallia,

Tale affermazione implica che la classe Druidica
fosse legata alla classe aristocratica, anche se ciò è solo in parte vero, ma anche questa è una similitudine con i Pitagorici che  furono tacciati di parteggiare per l'aristocrazia e che per tale motivo furono osteggiati ed in alcuni casi anche apertamente combattuti.

Un altro punto di riflessione riguardo ai punti precedenti, ovvero il pagamento dei debiti e degli affari nella vita futura e le dimensioni della terra, è che entrambe le cose sono caratteristiche della cultura egizia e sappiamo che Pitagora stesso nel suo girovagare si fermò a studiare anche presso tale popolo.
Un altro riferimento storico che lega in modo esplicito druidi e pitagorici, facendo chiaro riferimento alle conoscenze aritmentiche dei galli, non che ci fornisce la spiegazione del come i druidi siano entrati in contatto con la scuola pitagorica, la troviamo nello scritto di Ippolito:

"I Druidi dei Celti hanno studiato assiduamente la filosofia pitagorica, a ciò spinti da Zalmoxis, lo schiavo di origine tracia appartenente a Pitagora, il quale Zalmoxis venne in quelle contrade dopo la morte di Pitagora e fornì loro l'occasione di studiarne il sistema filosofico.
E i Celti ripongono fiducia nei loro Duidi come veggenti e come profeti, poiché costoro possono predire certi avvenimenti grazie al calcolo e all'aritmetica dei Pitagorici.
Non tralasceremo le origini della loro dottrina, dal momento che certuni hanno creduto di poter ravvisare diverse scuole filosofiche presso costoro.
Effettivamente, i Druidi praticano anche le arti plastiche"

Ippolito, Refutatio Omnium Haeresiarum, I, XXV

 

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