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Associazione culturale e di rievocazione storica Gallica |
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I Druidi e Pitagora Iniziamo con l' analizzare le fonti classiche che parlano di un probabile rapporto tra Druidi e Pitagorici:
"...lo studio
in scienze degne di stima, intrapreso dai Bardi, dai Vati e dai Druidi, è stato
svolto da persone colte. I Bardi hanno cantato al dolce suono della lira,
componendo versi eroici sulle gesta dei prodi; i Vati si sono sforzati, con le
loro ricerche, di penetrare gli accadimenti e i segreti più sublimi della
natura; tra costoro prevalgono, per il loro genio, i Druidi, così come ha
stabilito l'autorità di Pitagora"
In questo estratto vi sono due spunti interessanti, il primo è proprio l'esplicito riferimento a Pitagora, il secondo sta in questa frase:
i Vati si sono sforzati, con le loro ricerche, di penetrare gli accadimenti e i segreti più sublimi della natura; tra costoro prevalgono, per il loro genio, i Druidi, Da quel "tra costoro" si può supporre che Timagene i Druidi non sono una categoria a parte, ma anch'essi appartenenti ai Vati i quali studiano e cercano di penetrare i segreti della natura, studi comuni anche ai Pitagorici i quali, con l'ausilio dei numeri, cerano di spiegarla, ed è proprio in questo che i Druidi si diversifiacano dagli altri Vati; ovvero utilizzando i sistemi stabiliti dall'autorità di Pitagora, ma a parte la congettura sulla differenza tra vati e Druidi, il dato oggettivo è che per l'autore i druidi agiscono in modo coerente con quanto stabilito dal filosofo, scienziato e non solo, greco. un'altra citazione classica ritroviamo riguardante il rapporto Druidi e Pitagora viene da Diodoro Siculo.
“La dottrina di
Pitagora è fortemente diffusa fra loro, secondo la quale le anime degli uomini
sono immortali e che dopo un determinato numero di anni cominciano una nuova
vita, lo spirito che si incarna in un altro corpo.
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