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I due innamorati scapparono insieme, ma l'ira del Re tradito li raggiunse ed in seguito ad una furibonda battaglia Fothan venne catturato e decapitato; la leggenda vuole che la sua testa mozzata, prima di andarsene definitivamente recitò una poesia alla sua amata, in cui descriveva il suo amore per lei e la sua morte in battaglia.
Tra gli altri due fratelli scoppiò una lite per il trono; conclusasi con la morte di Fothad Cairptheach. 
Avendo quest'ultimo governato con giustizia per un anno e un giorno, nonchè era stato un comandante dei Fianna, quest'ultimi decisero di vendicarlo. 
Il Bardo Forgaill concluse il racconto narrando che durante una grande battaglia Fothad venne ucciso; indicando come luogo dell'accaduto Dubhthair Laighean, ora chiamato Duffrey, nella contea di Wexford.
Accadde che il Re Mongan, fiero della propria cultura, commise l'errore di contraddire il primo poeta d'irlanda, asserendo che tutti in quella sala sapevano che la vicenda narrata in raltà si svolse nell' Alster a Magh Linne, proprio sulla collina difronte alla residenza reale.
Contraddire un bardo, soprattutto il primo poeta d'Irlanda, se poi permaloso, irascibile e vanitoso come Forgaill era estremamente pericoloso.
Infatti il Bardo andò su tutte le furie; dopo aver insultato il Re affermò che per punire la sua insolenza avrebbe reso ridicolo ( satira ), lui, suo padre, la madre ed il nonno, nonchè maledetto il suo regno.

Le sue parole furono:
«Maledirò questa corte e le acque di questa terra, in modo che nei fiumi
e nei mari vicini non si pescherà più nessun pesce. Gli alberi non 
porteranno più alcun frutto; le terre non saranno più fertili, non 
produrranno né grano, né cereali e la campagna vedrà la moria del bestiame.
Farò tutto questo, Mongan, perché tu hai osato insultarmi in questo modo». 


Nell'udire tali parole il gelo ed il silenzio scesero nella sala; fu la Regina ad intervenire per cercare di rinsanire il delirio del Bardo ,con parole dolci e melodiose disse:

«
Ferma le tue parole, Poeta d'Irlanda. Mio marito, il re, non voleva
ferirti, né riempire il tuo cuore di rabbia. Se non ci maledirai, ti offrirò
un calderone di bronzo pieno d'oro, d'argento e di gioielli preziosi -
anche se sarò costretta a denudare il mio collo e le mie braccia di questi ninnoli splendenti. 
Sono tuoi, ma non punire il regno con la tua maledizione!.

 

Progetto di rievocazione storica Germanica di cui fa parte anche il Nemeton Ruis

 

 

 

 

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