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Fu così che venne circondato da nove guardiani, ma ovviamente fu tutto inutile, utilizzando la magia si tramutò nel proprio auriga eludendo così la sorveglianza e gettandosi nella mischia, dove iniziò a girare intorno al nemico saltellando su un piede solo, con un occhio chiuso ed uno aperto intonando incantesimi.

Il combattimento terminò con la vittoria dei Danann quando Lugh

compì l’ultima impresa; colpì con la fionda Balor uccidendolo, esattamente ciò che la profezia aveva predetto al capo dei Fomori e per la quale tentò di uccidere il Luminoso alla nascita.

Le sue molteplici caratteristiche hanno fatto sì che Lugh venisse paragonato ad altre importanti divinità europee, ad esempio ricorda Apollo, sia per la bellezza, sia perché entrambi rappresentano la luce e sia dal fatto che entrambi sono guaritori; Cesare parlando di lui lo paragonò a Mercurio, stabilendo come sua particolarità principale il patrocinio di tutte le arti; ma forse quello che più assomiglia a Lugh e che ha almeno otto punti di convergenza è Odino.

Entrambi sono valorosi condottieri, hanno come arma caratteristica la Lancia, quella di Lugh è uno dei tesori d’Irlanda, chi la impugna non conosce sconfitta; tutti e due sono le figure principali in una guerra fra Dei; usano entrambi la magia e nel farlo Lugh chiude un’occhio mentre Odino già non ce l’ha di suo, entrambi hanno come animale Totem il Corvo; lo stesso Lugh nella battaglia di Mag Tured viene avvistato dell’arrivo dei Fomori dal volo di uno stormo di corvi, allo stesso modo per la locazione di Lione fu scelta un’altura dove vi si posò uno stormo di Corvi, uccelli che tra l’altro in lingua gaelica continentale si chiamavano lugos; un’altra comunanza tra Odino e Lugh sta nel essere entrambi patroni dei poeti, entrambi vengono equiparati dai romani a Mercurio.

Detto ciò possiamo affermare che senz’altro Lugh era la divinità più diffusa nelle Gallie, testimoni ne sono le 27 città in Europa che da lui prendono il nome, le oltre 500 iscrizioni votive e più di 350 monumenti a lui dedicati; cifre che non hanno riscontro in nessuna altra divinità.

Nonostante tutto, lui non è il Dio supremo, in quanto va ricordato che pur capitanando i Danann lui non è il Re, ma lo sostituisce soltanto, praticamente è una sorta di campione, che a sua volta non può esserlo in modo assoluto in quanto il campione è Ogma, ma soprattutto non è un Dio Padre e non genera dei figli divini come Odino o Dagda, ma nella mitologia si può considerare come il padre di due eroi mitici come Cuchulainn o Fionn, eroi ma pur sempre umani se non addirittura come emanazione stessa del Dio, non è amato da tutti, infatti nella storia di Lleu Llaw Giffes il suo rapporto con Blodeuwedd, lei si innamora di un cacciatore dal nome Gronw Pebyr ed insieme tentano di ucciderlo; quasi ci riescono, se non fosse stato per il pronto intervento del solito Gwyddyon, che lo salva e punendo anche la povera Blodeuwedd trasformandola in civetta e condannandola a fuggire di fronte alla luce del giorno, mentre Gronw Pebyr viene ucciso direttamente da Lugh con un colpo di lancia.

Così come il suo nome significa Luminoso, ma non è identificabile con il Sole alla stregua di Belenos, è più come se fosse la luce emanata dal sole, tanto è vero che uno dei suoi appellativi è quello di Lugh dal lungo braccio, il che potrebbe simbolizzare il raggio solare.

E’ un Dio importante perché ricopre tutti i campi ma senza identificarsi totalmente su una categoria e proprio per questo essere tutto ma al contempo nessuno che lo rende così prezioso ed importante, diverso da tutti gli altri dei e quindi meritevole di protezione da parte degli altri dei stessi.

 

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