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La quantità di versioni e di divinità che gli avrebbero fatto da genitori a da tutori può sembrare a prima vista come una gran confusione, invece potrebbe essere dovuta proprio alle molteplici capacità che possiede Lugh.

Egli è per metà appartenente ai Fomori, i quali rappresentano le forze del caos, il disordine o come forze oscure, spesso rappresentati come demoni; ma per l’altra metà è un de Danann, popolo giunto dal nord esperto nella magia, popolo di druidi saggi ed esperti nell’arte, inoltre è un Dio luminoso, come dice il suo stesso nome, Lugh che significa per l’appunto luminoso.

Da notare che la sua tutrice Tailtu è la madre di luce; continuando con le sue caratteristiche scopriamo che Lugh è anche un esperto di medicina, tanto che nella mitologia guarì Cùchulainn, una sua manifestazione o un suo figlio, riempiendo le sue ferite con delle erbe; come  poteva non esserlo il figlio di Cian e nipote di Dianchect, entrambi esperti in arti mediche?

Ma egli è anche patrono ed esperto delle arti tutte, dalla falegnameria, alla metallurgia, alla scultura alla musica, è un ottimo guerriero, così come suo nonno Balor e suoi fratelli Dagda e Ogmè.

Questa sua onniscienza che gli varrà il termine di Samildanach, colui che tutto fa, emerge prepotentemente nel racconto irlandese della Battaglia di Mag Tured, in cui si narra che durante la battaglia tra i De Danann ed i Fomori il Re Nuada perse il braccio, menomazione che gli impedì di adempiere alla sua funzione reale; al suo posto fu scelto Bres, un Fomoro, con la speranza di raggiungere così un patto di alleanza.

Purtroppo Bres si rivelò un Re inadeguato; pretendeva alti tributi senza mai organizzare feste e giochi, indebolendo Ogma, il campione dei Danann per colpa dell’inattività e lasciò che il Dagda rimase affamato.

Potè far questo fino al giorno in cui non commise l’errore di dare al  file Cairpre un alloggio scomodo e del cibo scarso, il quale prese subito la palla al balzo per lanciargli contro una satira che lo costrinse ad abbandonare il trono e ritornare dalla sua stirpe; il potere venne ripreso da Nuada che nel frattempo aveva ricevuto una mano d’argento funzionante grazie alle arti magico – mediche dei tre figli di Diancecht.

La vicenda non finisce qui, Balor re dei Fomori, radunò un grande esercito per invadere l’Irlanda e ridare il trono al figlio Bres, i tuata de Danann, consci del pericolo imminente si radunarono a Tara per festeggiare lo stesso il ritorno al trono di Nuada, ordinando al portinaio di non far entrare nessuno che non fosse eccellente in  almeno un’arte.

Si presenta alla porta Lugh chiedendo di entrare; alla domanda del portinaio sul quale sia l’arte che domina egli rispose falegname; ma la risposta fu negativa in quanto vi era già un altro falegname.

Lugh non si arrese e provò con fabbro, ma l’esito fu uguale; il giochino andò avanti e Lugh enunciò di essere un uomo forte, un arpista, un poeta, un eroe, un mago, un dottore, uno studioso di storia, un coppiere e un maniscalco; alla fine manda a chiedere al povero portinaio se vi fosse in sala  qualcuno che possedesse tutte queste qualità.

Lugh venne fatto entrare e fu messo alla prova per stabilire se fosse vero che possedeva tutte queste qualità; per dimostrarlo avrebbe dovuto superare tre prove, una per ogni manifestazione dell’Awen, ovvero Skiant ( conoscenza e saggezza), Nertz (forza e potere), Karantez (amore e produttività), manifestazioni che si esprimono nella società, sia umana che divina, come Druidi, guerrieri e artigiani.

Come prima prova avrebbe dovuto giocare a  fidchell, una sorta di gioco degli scacchi il cui nome significa “ la saggezza del legno”, prova in cui sconfisse lo stesso Nuada, superando così la prova relativa a Skiant/saggezza; per la seconda prova riguardante Nerrz/forza se la dovette vedere direttamente con Ogma, il campione dei Danann, il quale scagliò una grossa pietra al di fuori della fortezza, ma Lugh la riprese rimettendola apposto, mentre per la terza prova si cimentò nell’arte dell’arpista, cimentandosi in tutte e tre le arie della tradizione Bardica; sonno, tristezza e gioia, riuscendo il primo giorno a far addormentare tutti i presenti, il secondo a farli piangere ed il terzo a farli ridere gaiamente; superando così le tre prove venne dimostrato che egli era contemporaneamente un Re, un guerriero ed un druido.

Nuada stesso gli lasciò il trono in modo da guidare la battaglia contro i Fomori, vietandogli però di parteciparvi in quanto era troppo importante e non si poteva permettere che potesse perire.

 

 

Progetto di rievocazione storica Germanica di cui fa parte anche il Nemeton Ruis

 

 

 

 

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