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Associazione culturale e di rievocazione storica Gallica |
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Il Dio Lugh
Delle
quattro feste che compongono la ruota dell’anno celtico, la quarta,
istituita l’1 Agosto, porta il nome di una importante divinità, Lugh, dal cui nome deriva la festa di Lugnasad.
Prima
di parlare della festività occorre esaminare la storia e le
caratteristiche di questa divinità, tanto importante da aver dato il
nome a parecchie città europee, tra le quali citiamo Lione e Loden in
Francia, Liegnitz in Polonia, Leiden in Olanda, Lugos in Spagna e
Lucca in Italia.
Lug
nasce dall’unione di Cian, figlio di Diancècht, della stirpe dei
Tuata de Danann e Eithne, figlia di Balor, della stirpe dei Fomori.
La
sua infanzia è alquanto intricata, infatti vi è più di una versione
su chi realmente lo allevò; la storia narra che Balor, temendo
l’avverarsi di una profezia che lo voleva ucciso da un suo nipote,
ordinò di gettare i tre figli avuti dalla figlia, ordine che venne
eseguito ma per un caso fortuito uno dei tre nipoti,
Lugh, riuscì a salvarsi e
venne preso dalla Druidessa Birog, la quale lo portò al Dio
del mare e delle profondità Mamamman Mc Lyr, che allevò il giovane
dandogli il nome di Goibhniu; in un’altra versione è Goibhniu
stesso ad allevare il giovane Lugh, mentre la terza versione nomina
come sua tutrice Tailtu, regina dei Fir Bolg.
Gli
esempi fin’ora descritti riguardano la tradizione Irlandese; ma
abbiamo Lugh come personaggio importante anche nella mitologia
Gallese, ma anche qui la sua infanzia non è certo tra le più normali
ed il suo nome è Lleu Llaw Gyffes.
Egli
è figlio di Arianrhod, una rappresentazione della Dea Bianca e di suo
fratello Gwyddyon, un potente mago.
La
madre irata per questa nascita non gradita getta tre geasa
(imposizioni) sul
bambinoil quale non
poteva:
avere
un nome finchè non gli lo avesse dato lei stessa.
Impugnare
le armi finchè non fosse stata lei
a dargliele
Avere
una donna umana; tre divieti atti a escludere la sua stessa esistenza.
Il
padre Gwyddyon si prende a cuore le sorti del figlio/nipote, quindi
decide di aiutarlo; per fargli avere il nome si trasforma in un
ciabattino e obbliga con l’inganno Arianrhod ad andare in spiaggia a
provare delle scarpe, ma lì
vi era anche il giovane Lugh ancora senza nome, il quale vedendo uno
scricciolo appoggiarsi sull’albero della nave, scagliò una freccia
che andò ad inserirsi tra osso e tendine.
La
madre stupita da tanta bravura esclamò:
“Il Leone ( Lleu ) ha la mano ferma (Llaw Gyffes )”, che
rimarrà il suo nome.
Per
ovviare al secondo geis, di fondamentale importanza per un celta,
Gwyddyon utilizzando le sue arti magiche fece credere ad Arianrhod che
il suo castello fosse sotto assedio, presa dal panico
chiamò a sè i presenti dandogli le armi per la difesa; si
presentò a lei anche il
giovane L.L.G., così camuffato da non essere riconosciuto e ricevere
anch’esso le armi.
Per infrangere il terzo divieto non serviva un consenso della madre, quindi Gwyddyon con l’aiuto di un altro zio del ragazzo, Math, crearono mediante la magia una donna, la più bella che si fosse mai vista, nata da una serie di fiori, il suo nome è Blodeuwedd.
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