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Quindi le persone che venivano arse col defunto erano, almeno in maggior parte volontari, in più da questo testo emerge quanto detto in precedenza riguardo al rapporto che avevano i celti con la morte; infatti solo una fermissima convinzione di un'altra vita dopo la morte può far compiere certi gesti, per non parlare del rimandare i debiti e gli affari a post mortem.

Ma il testo in cui appare con più impeto tale credenza la troviamo in Posidonio:

 

"Altri, su un palcoscenico, ricevuto dell'argento, dell'oro, un certo numero di brocche di vino, o accettate cauzioni, dividevano queste cose tra i loro parenti e amici e qualcuno, che stava accanto a loro, tagliava loro la testa con un colpo di spada."

 

Da quanto è stato detto si può dedurre che i sacrifici umani presso i Celti sono si esistiti ma non col la barbaria e frequenza che gli autori classici hanno cercato di far passare, ma in maniera fortemente ridotta, senza l'ausilio di innocenti e bambini ma attraverso volontari i quali davano prova di fede in ciò che credevano, o di condannati per crimini.

Ma anch'essi non erano all'ordine del giorno,  infatti se esaminiamo il seguente testo irlandese il quale dice:

 

 "Il festino del toro si faceva, quindi, in questo modo: si uccideva un toro bianco e un unico uomo doveva cibarsi a sazietà della carne e del brodo sino ad addormentarsi, sazio. Una parola di verità era cantata su di lui da quattro Druidi. Nel suo sogno egli vedeva le fattezze dell'uomo che doveva essere innalzato alla dignità regale, per il suo aspetto, per il suo carattere, per il suo portamento e per l'attività che egli svolgeva."

 

Da ciò si può evincere che se veniva utilizzato un toro per una faccenda di così elevata importanza quale la scelta di un nuovo Re, figuriamoci quanto rari dovevano essere i sacrifici di uomini.

Un argomento interessante che traspare dai testi citati e tanti altri non menzionati, è che anche i sacrifici seguivano il principio tripartito della società celtica; infatti se si analizzano tutte le modalità con cui veniva uccisa la vittima si potrà notare come le tecniche erano suddivise in base alla tripartizione celtica di Skiant - Nerz - Karantez,; ovvero, conoscenza/ saggezza - Forza/potere - Amore /produttività rappresentati nella società da Druidi - Guerrieri - Artigiani. 

Le tecniche rituali che emergono sono:

Impiccagione

crocifissione

immersione

cremazione

inumazione

uccisione mediante armi quali spada, lancia e frecce

oblazione

libagione

 

I sacrifici sacerdotali, ovvero con la vittima in balia degli elementi,  

si possono suddividere in  aria - acqua - fuoco e terra,

ovvero impiccagione, crocifissione, immersione, cremazione, inumazione.

 

Sacrifici relativi alla funzione guerriera mediante l'utilizzo di armi

 

Sacrifici  relativi alla funzione produttiva tramite oblazione e libagione.