<La società neolitica parte 4

Articolo  in  Pag. 1-2--4-5-6         

La società neolitica non solo era pacifica, ma non conosceva differenze sociali, non vi erano caste, né Re o principi; questo si evince dalla mancanza sia di monumenti funebri che di  abitazioni principesche, al contrario esistevano una uniformità di abitazioni più o meno grandi e semplici, composte da due o tre stanze con metrature variabili tra i 40 ed 100 m² con un ingresso scoperto in cui si cucinava e si lavoravano i manufatti.

Tali abitazioni formavano centri urbani di varie grandezze a seconda del territorio; si va dai 200.000 m² e più, ubicati su ampie terrazze fluviali nelle regioni occupate dalle culture di Cu-cuteni, Lengyel e Vinca, ai 5.000 m ² della cultura egea, dove gli insediamenti sono piuttosto compatti. 

Quanto detto genera  una domanda: se presso la società neolitica non vi era una classe guerriera o nobiliare e la popolazione era di pari livello, quale forma di governo adottarono?

E’ difficile pensare, in qualsiasi periodo storico, che una comunità possa vivere senza leggi e senza qualcuno che vegliasse su di esse; anche in questo caso l’archeologia ci viene incontro fornendoci abbondanti materiali relativi l’ambito sacro, infatti numerosi sono i templi in cui sono stati ritrovati abbondanti quantità di manufatti in oro, rame marmo e ceramica il che fa presupporre che vi fosse una sorta di teocrazia che stabilì le leggi.

Che la religione fosse importantissima per le popolazioni autoctone dell’antica Europa è dimostrato dai numerosissimi templi o altri luoghi di culto di cui tutta l’Europa è disseminata, lavori spesso tanto imponenti, i megaliti, da porci tutt’oggi domande su come avessero fatto con gli scarsi mezzi a disposizione migliaia di anni fa a creare simili opere, se non con l’ausilio di svariate persone in un periodo in cui ogni tipo di mansione abbisognava di braccia.

 

Clicca sull'immagine per ingrandirla