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Il carro da guerra è stato utilizzato un po’ da tutti, anche se molti popoli prediligevano combattere a dorso di cavallo con l’utilizzo del morso, avvenne così che anche all’interno della grande famiglia indoeuropea si vennero a creare differenze tra popoli quali gli ittiti, gli indiani ed i greci che predilievano il carro, mentre latini, celti, germani ed iranici utilizzavano per lo più il cavallo.

Un altro dato importante per conoscere gli indoeuropei è la loro religione, argomento tutt’ora sottoposto a diverse controversie tra ricercatori; motivo di tali discussioni sono la mancanza di termini per indicare varie divinità ed usanze.

Si conosce soltanto il nome “ Deiwos “, da cui già si capisce la linea di discendenza che porterà ad utilizzare i termini indicanti il Dio padre nelle varie culture, in greco Zeus, il latino Diovis che diverrà Giove, Deva in indiano ed il nostro attuale Dio e Deiwõs che è il suo plurale, ovvero Dei.

Gli esempi di discendenza fatti sono riferiti tutti a divinità paterne e questo ha ovviamente un suo perché, infatti bisogna tenere in considerazione la patria ancestrale indoeuropea, ovvero le steppe e se pensiamo a come potevano vivere dei pastori  più di 5000 anni fa in quei luoghi possiamo capire alcune fondamentali cose.

I Kurgan vivevano in balìa degli agenti atmosferici,  pastori che sono con le mandrie al pascolo, in una sterminata pianura senza protezioni naturali, senza alcun riparo dalla pioggia, dal sole rovente o dagli uragani; tutti fenomeni provenienti dall’alto e che li hanno portati a  credere in Dei atmosferici ubicati in celo.

Infatti pare che il termine Dyèus voglia dire volta celeste, non nel senso metaforico oggi utilizzato ma proprio in senso fisico, quindi gli agenti atmosferici che da lì provengono devono essere per forza i suoi figli, da qui il termine Deiwos.

Alcuni imminenti studiosi, tra cui il più famoso è Dumèzil, ipotizzano che il pantheon divino dovesse essere il riflesso delle varie funzioni sociali, ovvero la famosa tripartizione indoeuropea; tale tesi è  però fortemente contestata in quanto non vi sono prove che i Kurgan avessero divinità della guerra, della fertilità o di saggezza.

Dumèzil deduce ciò confrontando le credenze religiose ed il loro pantheon in tutti i popoli di origine indoeuropea e costatando la similitudine tra essi e la presenza della già citata tripartizione.

Se è per questo non vi sono prove o termini indicanti dei sacerdoti, ma Dumèzil ipotizza che esistesse una casta chiusa che si occupasse delle funzioni religiose che per l’epoca significa il cercare di avere condizioni climatiche favorevoli.