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Teorie destinate a cadere in quanto prive di fondamento, il sanscrito non è la lingua più arcaica, mentre la Lituania sarà anche la patria del capello biondo con occhio azzurro, ma è altrettanto vero che gli indoeuropei erano dolicocefali, mentre i lituani  brachicefali; ma soprattutto l’idea di un indoeuropeo biondo con occhio azzurro venne dalla descrizione che greci e romani fecero di popolazioni quali i Celti ed i Germani, ma il ragionamento non tiene conto del fatto che li stessi greci e romani sono di origine indoeuropea.

Dalla Lituania si passò alla Scandinavia e la motivazione  fu che la popolazione locale è altrettanto bionda e che vi era un termine indoeuropeo per indicare l’albero del Faggio “Bhagos” ed uno per indicare il mare “mori”; tali fattori sono effettivamente comuni in Scandinavia, ma è altrettanto vero che non vi è la certezza che quei termini indichino proprio il faggio ed il mare.

Infatti nella storia dell’uomo, quando esso emigra trova specie animali e vegetali nuove e nel tentativo di darle un nome usa un termine a lui conosciuto e che gli ricordi l’oggetto in questione, oppure se vi è una popolazione autoctona sul territorio, prende a prestito il nome da loro utilizzato.

La prova di questo viene proprio dall’esempio del Faggio, infatti il termine bhagos indica varie specie di alberi in diverse zone; accade così che in Grecia indichi il rovere, in russo significa salice e in curdo, lingua indoeuropea del gruppo iranico, olmo, sebbene si tratti più verosimilmente di un prestito al curdo da una lingua slava.