Datazione Festivita'

I Celti festeggiavano quattro festività principali durante l'anno, in ordine cronologico Samhain, Imbolc, Beltane e Lugnasad.

Tali feste scandivano importanti fasi dell'anno, a Samhain iniziava l'anno nuovo, a Imbolc inizava al aumentare la luce e la primavera era alle porte, a Beltane iniziava l'estate che raggiungeva l' apice a Lugnasad.

Come tutto ciò che riguarda i Celti, tali festività avevano delle valenze sacre e simboliche importanti, ma soprattutto indicavano importanti appuntamenti per la vita del popolo.

Infatti, nonostante i periodi più adatti per dividere l'anno in stagioni, i celti ne consideravano solo due, siano i solstizi e gli equinozi, i Celti adottavano le suddette feste che capitano circa a metà tra i quattro momenti di passaggio dell'anno; questo era dovuto all'importanza agricola pastorale di questi periodi; a Samhain le notti si allungano ed il freddo inizia ad arrivare, in questo periodo il bestiame viene radunato e messo al riparo, a Imbolc nascono i cuccioli e gli animali incominciano a produrre latte, non che nascono i figli concepiti durante Beltane, periodo in cui ormai sono passate anche le ultime gelate ed il bestiame può tornare senza pericolo nei pascoli, a Lugnasad con la stagione estiva al suo punto più alto, il raccolto è ormai maturo e pronto ad essere raccolto.

Ora se pensiamo all'influenza che poteva avere il clima in una società di oltre due millenni fa, il cui sostentamento era basato dalla produzione agricola e dall'allevamento, possiamo renderci conto di quanto dovesse essere precisa la datazione dei mutamenti climatici, il ritardare anche solo di un mese della semina poteva significare carestia; a tale proposito bisognava trovare una soluzione che stabilisse l'esatto momento per tali attività ed i solstizi ed equinozi non vengono incontro a tale necessità.

Infatti se prendiamo ad esempio l'equinozio di primavera, intorno al 20 Settembre ci rendiamo conto che se anche da quel giorno le giornate incominceranno ad accorciarsi, a Settembre le giornate sono ancora parecchio calde e l'erba sui pascoli è ancora verde, quindi il bestiame può rimanere ancora tranquillamente nei pascoli, così come al contrario non si può aspettare il solstizio d'inverno, intorno al 20 Dicembre, periodo in cui il freddo è intenso e le nevicate ( all'epoca non esisteva l'effetto serra) avevano ricoperto i pascoli.

Allo stesso modo non possiamo riportare gli animali all'aperto all'equinozio di primavera, in Marzo, quando i colpi di coda dell'inverno sono ancora forti, come ad esempio quest'anno dove Marzo ci ha portato freddo e neve; al contrario il solstizio destate a fine Giugno è già caldo da parecchio tempo.

Detto questo si può stabilire che i momenti per le attività agricolo - pastorali sono proprio in quei periodi intermedi rappresentati dalle quattro festività celtiche.

Il problema per stabilire la precisione di questi giorni sta nel come calcolarla, partire dai solstizi o equinozi è possibile, ma bisognerebbe tener conto delle lunazioni e delle fasi lunari per stabilirlo e se consideriamo che ogni anno un dato momento lunare non coincide con l'anno precedente capiamo che ciò implica parecchia attenzione e difficoltà.

E' probabile che i Druidi, i quali avevano il compito di stilare il calendario, adottassero come metodologia, un sistema utilizzato da quasi tutte le culture antiche, ovvero le levate eliache, le quali garantiscono una puntualità perfetta sia nel tempo che nello spazio, questo in quanto il giorno in cui compare la levata dipende dalla latitudine di un determinato territorio, la differenza varia di circa un giorno per grado di latitudine salendo da sud a nord nell'emisfero boreale, il che vuol dire che in territori molto vasti varia di pochi giorni, mentre tale giorno varia nel tempo a seconda dei cicli precessionali, ovvero rimane costante per tempi lunghissimi.

Per stabilire se così è ci viene in soccorso l'archeologia astronomica, la quale dopo aver appurato che i Druidi avevano conoscenze astronomiche, retrocedono la volta celeste al periodo in cui i celti celebravano le quattro festività.

Fermando la volta celeste così come appariva ne V secolo a.C. scopriamo elementi interessanti; ovvero che nel periodo in cui si festeggia Samhain vi è in levata eliaca la stella Antares, una stella rossa di prima grandezza, la piu' luminosa della costellazione dello Scorpione. 

Mentre per Imbolc abbiamo in levata Capella, una stella di colore giallo, anche essa di prima grandezza, situata nella costellazione dell'Auriga; per Beltane abbiamo Aldebaran, stella di prima grandezza e di colore rosso che e' anche la piu' luminosa della costellazione del Toro e per finire, a Lugnasad abbiamo Sirio, la stella principale della costellazione del Cane Maggiore, di colorazione bianco brillante.

Probabilmente le feste celtiche, escluso Samhain, venivano festeggiate nei primi giorni

di visibilità di queste stelle; ciò non vale per Samhain in quanto in questo periodo iniziava l'anno nuovo e dal momento che il mese iniziava col primo quarto di Luna probabilmente bisognava attendere il primo quarto di luna crescente dopo l'avvistamento di Antares.

E' interessante notare anche le similitudini che vi sono tra le stelle di una determinata stella e la divinità che la rappresenta, ad esempio al Lugnasad abbiamo la stella Sirio, la più brillante di tutte e neanche a dirlo il Dio protagonista di questa festa e Lugh il cui nome significa il brillante, o il luminoso, non che, era talmente tenuto in alta considerazione da essere presente in centinaia di reperti e da cui  prendono il nome svariate città, quindi non appare strano l'abbinamento.

Come divinità femminile principale per i Celti, appare  la Dea Brigit, la cui festa è segnalata dalla stlla Capella, la cui luminosità è solo di poco inferiore a Sirio.

La festa di Beltane è legata al di Dio Belenos, divinità solare per eccellenza, la cui festa simboleggia il ritorno all'estate, al fuoco del Sole e della vita che scorre impetuoso, fuoco di colorazione rossa proprio come la stella Aldebaran.

Come si è detto, i celti avevano quattro feste in concomitanza con quattro momenti agro/pastorali e mutamenti climatici importanti, ma l'anno era diviso solamente in due parti, l'inverno che cominciava a Samhain per concludersi a Beltane momento in cui inizia l'estate; si noti che le stelle che si levano in questi due periodi sono le uniche due appartenenti a delle costellazioni zodiacali, Antares nello Scorpione e Aldebaran nel Toro, tra loro spaziate di 180° , ovvero quando una costellazione è visibile nella sua stagione l'altra non lo è e viceversa.

Vi è un solo reperto archeologico che possa confermare questa tesi, ovvero la tavoletta di avorio di Grand, databile II secolo d.C., in cui è indicato un' anno solare diviso nelle due stagioni, al cui interno sono indicati mediante incisioni dei simboli zodiacali e guarda caso il primo simbolo della stagione invernale era Scorpione, al cui

interno vi è Antares, mentre quello dell'estate era il Toro, al cui interno vi è Aldebaran.