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Purtroppo sepolture di queste dimensioni non passano inosservate ed il rispetto per il defuto viene presto dimenticato, tanto che solo 50 anni dopo il tumulo di Magdalenenberg venne sacheggiato, la data di 50 anni Ŕ stata stabilita grazia ad una pala lignea abbandonata all’interno della camera.

In compenso altri grandi tumuli sono stati risparmiati, arrivando fino a noi con tutti i suoi tesori, Ŕ l’esempio del sepoltura recentemente esplorata a Hochdorf, nei dintorni della fortezza hallstattiana di Hohenasperg, vicino a Ludwigsburg, Una decina di chilometri a nord di Stoccarda, tale tumulo ha un diametro di 60m. e il probabile motivo della sua salvezza sta nel fatto che l’altezza Ŕ stata livellata dalle lavorazioni agricole, senza contare che all’interno vi era un dispositivo antitombaroli.

edificata in legno, essa era doppia e lo spazio fra le due pareti era gremito di pietre che costituivano quindi una specie di cassaforte. Il tetto era simile ma ancora pi¨ spesso. Le pareti del cassettone interno in tronchi d'abete da  4,7 per 4, 7 metri erano state completamente rivestite di paramenti, come il pavimento che appariva anche cosparso di fiori; il defunto, un uomo di alta taglia sui quarant'anni, era disteso su un ampio letto di bronzo coperto di pellicce e tessuti, dall'alta spalliera decorata, mentre il piede era costituito da statuette con le braccia alzate, montate su rotelle, un arredo unico nel suo genere, fabbricato probabilmente a sud delle Alpi, presso i Celti di Golasecca;

l morto portava le insegne del suo rango: un collare d'oro, un grande braccialetto e due fibule dello stesso metallo, alcuni oggetti da toilette, un pugnale che era stato ricoperto per quest'occasione da una foglia d'oro molto elaborata, come le calzature dalla punta rialzata; aveva un copricapo conico in scorza di betulla finemente traforato, una faretra con delle frecce e tre ami in una piccola bisaccia. L'imponente servizio di bicchieri era costituito da nove corni potori, di cui otto in corno di uro, incastonati di bronzo e ornati da una banda aurea e da una pi¨ grande in ferro, bronzo e oro; erano tutti appesi alla parete.

Un ampio calderone bronzeo di manifattura greca, proveniente cori ogni probabilitÓ dalla Magna Grecia, dalla capacitÓ di 500 litri, era stato colmato con una bevanda a base di miele (idromele o vino aromatizzato); una coppa d'oro doveva servire ad attingere la bevanda. Infine il sontuoso carro funebre, interamente rivestito di lamiera di ferro finemente lavorata, recava un assortimento di stoviglie bronzee (tre bacinelle e undici piatti), un'ascia, un coltello e una punta di lancia, oltre al giogo e i pezzi per i finimenti dei due cavalli. Datata all'ultimo terzo del VI secolo a.C.,

 

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