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Associazione culturale e di rievocazione storica Gallica |
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News: Le mummie di Acy-Romance
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Ciò che realmente produsse una radicale differenziazione culturale tra
l’VIII
secolo a.C. ed il periodo precedente va ascritto con tutta probabilità
all’influenza delle civiltà mediterranee, in particolare greche e
fenicie, le quali influenzarono l’Italia a partire dall’VIII secolo
a.C. e un secolo più tardi il resto dell’Europa continentale, come
attestato dai ritrovamenti archeologici di manufatti in stile
tipicamente orientale all’interno
delle tombe. L’età del ferro vede la nascita di tombe singole di struttura monumentale, al cui interno vi è una ricchezza di oggetti quali armi di vario tipo, ma soprattutto il carro a quattro ruote su cui spesso veniva deposto il corpo e
che con
tutta
probabilità veniva utilizzato per il
trasporto della salma lungo
tutto il territorio, consentendo alla famiglia ed al popolo di dargli
gli onori dovuti; un’altra supposizione potrebbe essere che
l’utilizzo del carro derivi da un’usanza dell’età del bronzo,
nella quale il carro tracciava un percorso ad immagine di quello solare,
analogia che simboleggia la rinascita, così come il Sole ritorna ogni
giorno dopo il suo passaggio notturno nelle tenebre; questa ipotesi
troverebbe conferma in un carro ritrovato in una grotta lungo il
Moravia, il quale ha delle modanature sulle ruote che girando formano
una spirale infinita.
Un altro
oggetto caratteristico delle tombe principesche dell’età del ferro e
che anch’esso conferma la credenza di una vita post mortem è il
servizio di bicchieri in bronzo, corredato degli strumenti per essere
servito e del contenitore della bevanda, generalmente alcolica quali
birra o idromele ed in seguito vino; tali contenitori hanno dimensioni
esagerate, il più maestoso trovato nella tomba di Vix ha una capacità
di 1100 litri, unico caso, ma numerosi sono i contenitori con capacità
di centinaia di litri.
A questo
servizio vanno aggiunti un’altra serie di oggetti di lusso di
provenienza straniera quali bocche, bacinelle, grandi calderoni
sostenuti da treppiedi e altro di provenienza greca ed etrusca.
Le tombe qui
descritte sono tutte ascrivibili a guerrieri, il che indica l’emergere
di una classe militare e di una ideologia eroica, ma soprattutto la
volontà di onorare un defunto importante differenziando il rito in suo
onore da quelli standard.
Non solo, è
probabile che i principi hallstattiani rivestissero un ruolo spirituale
importante per la comunità, spesso intorno ai loro tumuli crescono
delle vere e proprie necropoli, probabilmente la loro figura era quella
di garante della coesione sociale, rappresentava il collegamento tra il
popolo e la terra e come tale era il compagno della Dea, organizzava i
banchetti di festeggiamento durante le feste che scandiscono i vari
periodi dell’anno con sontuose bevute, non tanto finalizzate a se
stesse, ma con lo scopo di raggiungere il contatto con gli Dei mediante
l’ubriacatura sacra.
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