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Associazione culturale e di rievocazione storica Gallica |
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La principale caratteristica di tale decorazione
sta nel fatto che mentre in nelle altre zone italiche iniziano a venir
fatte decorazioni in rilievo e mediante tratti continui al fine di dare
maggior contorno e realismo all’immagine, tecnica che caratterizzerà
l’arte lateniana, a Golasecca si utilizza una tecnica che deriva
direttamente dalla fine dell’età del bronzo, ovvero il rappresentare
figure volutamente non realiste, mediante una serie di punti sbalzati
dal rovescio, la volontà di non rappresentare figure simili alla realtà
si evince anche dal fatto che tutte le rappresentazioni figurative sono
in stile antropomorfo e questo non per incapacità o mancanza di
originalità, infatti di esempi per eventuali ispirazioni ve ne erano,
come il bacino bronzeo ornato con leoni e persone alate ritrovato a
Castelletto Ticino, così come da manufatti in arte venetica.
In realtà esiste una raffigurazione che consente
di identificare l’aspetto dei celti di Golasecca, si tratta di una
stele ritrovata a Bormio, Valtellina, estremamente importante sia perché
unico ritrovamento del suo genere, sia per la rappresentazione che
fornisce e che si ricollega all’aspetto guerriero golasecchiano,
dandoci possibili indizi sul perché sono state ritrovate solo due tombe
del livello sopra descritto.
In questa raffigurazione spicca un personaggio di
faccia, coperto da un grande scudo e con in testa un elmo, che tiene in
mano un’insegna militare, tale insegna è parallela ad una lancia che
sta dietro un piccolo scudo rotondo e che potrebbe trattarsi di un
trofeo.
Tale
personaggio potrebbe essere sia un capo militare sia il Dio protettore
del popolo, messo in una posizione che dà l’impressione di assistere
ad una parata militare preceduta da trombettisti.
Questa raffigurazione unita ai ritrovamenti nelle
due famose tombe, possono significare che in alcuni momenti della loro
storia i Celti di Golasecca hanno avuto la necessità di formare un
apparato militare; il carro a due ruote è un segno di questa urgenza,
in quanto è databile al VII secolo a.C. mentre nel resto d’Europa si
diffuse nel V secolo a.C.; in oltre se esiste un apparato militare
automaticamente deve esistere un leader, un condottiero che conduca il
popolo in guerra, condottiero che spiccherà rispetto agli altri per il
suo rango e magnificenza, proprio come spicca il personaggio sulla stele
di Bormio, dotato di un armamentario degno del suo status, proprio come
quello riscontrato nelle due tombe.
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News: Le mummie di Acy-Romance
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