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Erica

Nome botanico:  Calluna vulgaris

Sinonimi: Brugo

Famiglia: Ericacee

Descrizione: arbusto nano, contorto, dai rami ascendenti. Le foglie sono persistenti, minuscole e lineari. I fiori, riuniti in grappoli, hanno un colore rosa carnicino. La fioritura avviene in estate-autunno. La pianta può superare i 70 cm d'altezza.

Cresce in gruppi numerosi  nelle brughiere, su colline e montagne, in boschi aperti o su pendici soleggiate e segnala la fine della foresta.

La Calluna vulgaris viene detta anche Brugo, da brucus, termine di origine celtica che indicava la pianta e da brucus è poi derivato in italiano il termine brughiera, dove l’erica cresce e si sviluppa adattandosi ad un suolo povero di sostanze minerali, acido e arido.

Il brugo è il segnalatore della fine della foresta e rappresenta la degradazione del terreno.

Componenti della droga: le parti utilizzate sono le foglie, i fiori e le sommità contenenti principalmente arbutina, tannini, flavonoidi (iperoside, quercetina), inulina.

 Simbolismo: Probabilmente il suo habitat ha ispirato al vocabolario ottocentesco dei sentimenti il simbolo della Solitudine, infatti donare l’erica equivale a chiedere un po’ di affetto e compagnia; ma è simbolo anche di Speranza in quanto riesce a crescere là dove nessuna pianta fiorirebbe. Infatti gli animi oppressi da malinconia amavano errare nella solitaria e scarna brughiera dove fiorisce e il suo profumo ed il suo colore infondeva nello spirito uno spiraglio di speranza.

Nel calendario astrale delle essenze l’erica, che appartiene al segno dello Scorpione, addolcisce il carattere, attenua la passionalità, favorisce l’aumento della volontà e della perseveranza.

I fiori, che variano dal bianco alle diverse tonalità di rosa, sembrano, rovesciati, copricapi elfici. Quelli bianchi sono considerati portafortuna o talismani; in Germania si dice che se una ragazza ne coglie uno, troverà marito entro l’anno. I fiori rosa, vengono offerti come delicati omaggi d’amore

Utilizzo: Il legno della radice viene usato per fabbricare pipe. Fino agli anni ’50 attraverso una tecnica molto meticolosa, l’erica veniva usata per la preparazione del carbone.

Proprietà: Il brugo è un ottimo rimedio nella cura delle cistiti, uretriti, cistopieliti e tutte le forme infiammatorie delle vie urinarie; nell’antichità veniva usata per sciogliere ed espellere i calcoli delle vie urinarie. I fiori di erica hanno una notevole azione antisettica, diuretica e antidolorifica. Impiastri caldi e umidi di fiori, venivano impiegati per lenire i dolori sciatici. Kneipp utilizzava la tisana di sommità fiorite contro la gotta e i dolori reumatici. Il decotto di fiori schiarisce le efelidi e risana eczemi e vari disturbi cutanei. Nelle zone montane, il macerato alcolico di brugo viene utilizzato per massaggi in caso di artrite e reumatismi.

Viene usato anche in floriterapia per soggetti che soffrono molto di solitudine, logorroici che cercano sempre qualcuno a cui raccontare i loro problemi, e che a livello somatico trasformano questo problema in gonfiori addominali, mal di testa, eccesso di peso e parlata precipitosa.

 

 

Progetto di rievocazione storica Germanica di cui fa parte anche il Nemeton Ruis

 

 

 

 

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