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La credenza riguardo a Druidi carnefici e sanguinari, atti a spargere continuamente sangue innocente per placare Dei sanguinari è fortemente radicata nel pensiero comune; tuttavia oggi sappiamo che ciò è falso.

Questo non vuol dire che i Druidi non praticassero sacrifici, questo è fuori discussione come per tutte le antiche civiltà; le fonti che affermano questi eventi sono numerosi e se vagliati attentamente fanno emergere una realtà ben diversa da quella comunemente creduta. 

I sacrifici erano eccezionali e per lo più con l'utilizzo di animali; i sacrifici umani erano effettuati in casi eccezionali come potremo vedere.

Il motivo principale di questo discredito va imputato agli autori romani, Cesare in primis, i quali cercarono, con successo, di screditare i " selvaggi celti ", al fine di ottenere disgusto sull'opinione pubblica e così perpetrare i loro crimini e le loro conquiste.

Tuttavia tali scritti, uniti ai testi irlandesi, ci danno un'idea di come e quali fossero i sacrifici, un esempio ce lo dà lo stesso Cesare il quale scrive:

 

"I Galli sono molto dediti alle pratiche religiose, perciò quelli che sono gravemente ammalati o si trovano in guerra o in pericolo, fanno sacrifici umani o fanno voto di immolarne e si servono dei Druidi come esecutori di questi sacrifici: essi credono, infatti, che gli dei immortali non possano essere soddisfatti se non si dà loro, in cambio della vita di un uomo, la vita di un altro uomo; fanno, perciò anche sacrifici ufficiali di questo genere.

Certe popolazioni costruiscono  statue enormi, fatte di vimini intrecciati, che riempiono di uomini  vivi ed incendiano, facendoli morire tra le fiamme.

Credono che cosa più gradita agli Dei sia il sacrificio di coloro che sono sorpresi a rubare, o commettere qualche altro delitto; ma quando mancano costoro, sacrificano anche degli innocenti."

 

Da questo testo si posso dedurre due fattori fondamentali, il primo e che gli incaricati ai sacrifici sono solo i Druidi, anche quando questi riguardano un privato cittadino e  secondo il fatto che venissero utilizzati uomini condannati per crimini.

 

Altro testo significativo ce lo dà Strabone, testo in cui trapela la vera intenzione di questa propaganda: 

 

" I Romani posero fine a queste usanze, nonchè ai sacrifici e alle pratiche divinatorie contrastanti con le nostre istituzioni. Così un uomo era stato consacrato agli Dei, lo si colpiva alle spalle con una spada da combattimento e si divinava il futuro a seconda delle convulsioni dell'agonizzante. Non si praticavano mai sacrifici senza l'assistenza dei Druidi: così talora uccidevano le vittime a colpi di frecce, o le crocifiggevano nei loro templi o, ancora, fabbricavano un colosso di fieno e legno, vi introducevano animali domestici e selvatici di ogni tipo assieme a degli uomini e vi appiccavano fuoco. "

 

I Romani posero fine a queste usanze, nonchè ai sacrifici e alle pratiche divinatorie CONTRASTANTI CON LE NOSTRE ISTITUZIONI, e qui emerge il vero motivo della campagna denigratoria contro i Druidi, ovvero l'eliminazione di quella categoria sociale celtica che deteneva la conoscenza e la LEGGE, quindi di ostacolo per Roma.

Nonostante tutto anche in questo testo vi si trovano delle notizie interessanti, in primo la conferma che i sacrifici erano sotto il patrocinio esclusivo dei Druidi, in secondo, il fatto che venivano utilizzati sacrifici a scopo divinatorio mediante l'utilizzo della spada o delle frecce.

 Tentativi di creare disgusto nei confronti dei barbari Celti, si possono riscontrare nei due seguenti scritti, dove i toni utilizzati parlano chiaro; il primo testo è di  Diodoro Siculo:

 

"Essi sono - è una conseguenza della loro natura selvaggia - di un'empietà mostruosa nei loro sacrifici. Così, tengono imprigionati i malfattori per un periodo di cinque anni e poi, in onore dei loro Dei, li impalano e ne fanno degli olocausti, aggiungendo ad essi molte altre offerte, su immense pire appositamente preparate.Trasformano anche i prigionieri di guerra in vittime per onorare i loro Dei.Alcuni usano allo stesso modo gli animali catturati in guerra.Li uccidono unitamente agli uomini o li bruciano, o li fanno perire con altri supplizi."

 

Mentre Cicerone scrive:

 

" Che è cosa universalmente nota che essi continuano a mantenersi fino a oggi alla orrenda e barbara consuetudine di immolare vittime umane. Di conseguenza, quale buona fede, quale senso del sacro potrebbe,  secondo voi, avere della gente che ritiene sia facilissima la possibilità di placare anche gli Dei immortali per mezzo di un empio spargimento di sangue umano?"

 

 

Progetto di rievocazione storica Germanica di cui fa parte anche il Nemeton Ruis

 

 

 

 

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