Associazione culturale e di rievocazione storica Gallica

Un approccio alle tavolette magiche in Gallia Romana

Un approccio alle tavolette magiche in Gallia Romana

Di Claire Gaillet (*1)

Traduzione di Erba Giancarla

   Articolo in pag.   1-2-3-4-5-6-7-8-9-10   

Tipologia e finalità

Se ci si interessa alla finalità pratica di queste tavolette magiche, si possono trovare diversi tipi di supplica, secondo la classificazione di Auguste Audollent nel suo libro Defixionum Tabellae (1904).

  Se ne trovano a vocazione giudiziaria, appartenenti quindi alla categoria delle tabellae iudicariae (Magalas – Mariana – Hospitalet du Larzac e Aumagne). L’obiettivo in questo caso è di far perdere l’avversario un processo e influenzare i giudici.

   Due altre tavolette (Monastère sous Rodez e Dax) mirano a premunirsi contro i ladri, e a proteggere l’ambiente privato.

 Ci sono anche due tavolette (Chamalières e Amèlie les Bains) che presentano una supplica che mira alla maledizione.

   Poi vi sono degli esemplari che hanno finalità diverse come una richiesta di vittoria (Peyrac Minervois),  ma anche uno che viene posto nel mezzo dello spettacolo dei mimi (Roma), che appartiene alle defixiones agonisticae.

Sono state ritrovate quindi ben tre categorie menzionate da A. Audollent, ma questo corpus non ci offre esemplari di defixiones amatoriae e nemmeno defixiones contro un concorrente economico.

Quello che si può notare è che tutte queste suppliche sono più o meno le stesse del resto del mondo greco-romano. Queste finalità sembrano a questo punto le stesse che hanno permesso a C. Guyonvarc’h di stablire una tipologia di obbiettivi pratici di queste tavolette. Così per ordine crescente si trova principalmente “il desiderio il legamento per rendere tutte le iniziative e tutti i gesti di difesa impossibili. Poi si trova la volontà di umiliare, di impedire il trionfo di un concorrente, non vederlo assurgere ad un certo ruolo. Si ha ugualmente il desiderio di far soffrire fisicamente, di condannare al delirio, di impedire di parlare, di torturare e di martirizzare. E infine c’è la volontà di impedire l’atto religioso essenziale, il sacrificio” (Guyonvarc’h 1997, 179-180). La pratica della supplica per defixio risponde a uno stato di crisi; come ha ben spiegato C. Faraone, l’utilizzazione di questo tipo di magia si effettua sempre in un contesto “agonistico”, nel largo senso del termine.

Una situazione di scontro che non ha ancora trovato soluzione.

Infine conviene concludere menzionando le tavolette trovate a Lezoux, Montagnac, Poitiers, Bouchet, Mondragon, Limoges e a Vars che occupano un posto particolare tra le tavolette magiche scoperte in Gallia romana, perché si tratta di esemplari di filatterii. Qui non si tratta di suppliche malefiche ma di protezione contro la cattiva sorte. Destinati ad essere portati quotidianamente, messi dentro un tubicino di bronzo e portoti attorno al collo, questi filatterii dovevano portare prosperità e ricchezza ai loro detentori.

 

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