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Associazione culturale e di rievocazione storica Gallica |
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Un approccio alle tavolette magiche in Gallia Romana Un approccio alle tavolette magiche in Gallia Romana Di Claire Gaillet (*1) Traduzione di Erba Giancarla Divinità Questo
carattere composito è ugualmente presente nell’invocazione delle divinità. Si
trova anche menzione di divinità di origine latina: Plutone e Proserpina (Aumagne),
dio degli inferi e sua moglie:divinità ctonie che governano l’impero dei morti.
L’altra divinità latina invocata è Apécius (Roma). Non abbiamo a tutt’oggi
Tavoletta di defixio di Roma III°-IV° sec. d.C. Foto: Cyrielle Thomas
informazione sulla funzione e gli attributi di questa divinità. La tavoletta di Roma presenta anche la particolarità di invocare due altre divinità, ma di origine celtica: Aquannos, lo spirito delle acque dei pozzi dove la tavolette è stata gettata, e Nana che si presenta come una creatura minuscola (C. Guyonvarc’h). Si ha qui dunque la presenza di divinità di origine differente su una stessa tavoletta. Oltre a queste due divinità troviamo menzionate divinità celtiche a cominciare da Adsasgona (Hospitalet de Larzac) e Adsagonda (Les Martres de Veyres) che sembrano essere la stessa Dea, quella degli Inferi, che viene implorata affinché venga riportata giustizia. La tavoletta di Martres de Veyres fa riferimento anche ad Antumnos, divinità del mondo sotterraneo. Quanto alla tavoletta di Monastère sous Rodez fa riferimento a Bregissa e Branderix. Bregissa può essere assimilata alla Dea Bricta, che significa “brillare, illuminare” e che si utilizza normalmente per le formule magiche o per i sogni. Può essere tradotto anche con “la magica”. Branderix, può essere un’evoluzione particolare di “brano”, il corvo. Abbiamo quindi qui il personaggio mitico del “re dei corvi”, un dio infero presente nelle leggende medievali. Quanto alla tavoletta ritrovata a Chamralières, è Maponos arueiiatis che viene invocato. E’ conosciuto nelle leggende medievali dei Paesi del Galles con il nome di Mabon, un semi-dio che intercede per gli uomini di valore. Il suo nome deriva da Mapo – “giovane uomo”. Il suo epiteto “arueriiatis” può essere un epiteto locale, e lo si può tradurre con “il fornitore” o “l’Arverno”. Quindi vengono menzionate les Niskes, Dee o ninfe onorate alle fonti di Amèlie les Bains e come Néhe invocata sulla tavoletta di Dax, designano lo spirito della fonte. Si constata quindi l’importanza data alle divinità “acquatiche”. Secondo F.M. Simon e I. Velasquez “rimane la sopravvivenza di antiche divinità attraverso le fonti e le sorgenti” (Simon, Velasquez 2000).
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