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Associazione culturale e di rievocazione storica Gallica |
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Un approccio alle tavolette magiche in Gallia Romana Un approccio alle tavolette magiche in Gallia Romana Di Claire Gaillet (*1) Traduzione di Erba Giancarla Ciò non esclude altre vie, in particolare quelle dei santuari (St. Marcel – Allonnes – St. Gilles les forets – Murol – Blanzy e Millau) Come scrive Plinio il Vecchio: “Hai indirizzato agli Dei in un tempio delle preghiere silenziose: quindi sei un mago” Sembra dunque attestato che questi tipi di incantamenti si praticavano anche nei templi. Come menziona F. Graf: “Le tavolette ritrovate nei santuari sebbene rare non sono isolate” (Graf 1994, 148). Si tratta spesso di santuari consacrati a divinità infere, anche se non siamo in grado di attestarlo nel territorio gallico. Si può prendere l’esempio di St. Marcel (Argentomagus), che merita un’attenzione particolare. In effetti il cofano piastrellato contenente le lamelle di piombo era incastrato in una muratura ricoperta dai ruderi del santuario. La natura della deposizione si presta a qualche domanda, in particolare perché la deposizione in quell’angolo? Sembrerebbe che questo nascondiglio sia stato disposto alla fine del III° sec.. Nonostante l’abbandono dei culti ufficiali, è possibile che questi luoghi fossero frequentati di tanto in tanto come testimoniano alcune monete del IV° sec. Questo è ciò che sembra pensare G. Coulon (Coulon 1996, 122-123). Perché anche se i culti erano diventati desueti, il carattere sacro dei luoghi doveva essere conservato. Ricercavano quindi la protezione di Mercurio, il cui culto si sa per certo che fosse ben attestato nel sito o di un’altra divinità ctonia, nell’incontrare un nemico o un ladro? Per F. Graf, con queste tavolette deposte nel contesto del santuario, “non sappiamo se più lontano dalle tombe che non si creda”. In effetti, se cavità e sepolture hanno potuto servire da intermediari con le divinità infernali come suggeriscono le scoperte in contesto funerario, i nascondigli adattati tra i ruderi dei santuari potrebbero testimoniare una pratica simile, visto che Mercurio è una divinità legata all’aldilà. Infine abbiamo la presenza di tavolette in un contesto domestico. Infatti oltre alle tavolette ritrovate nei pozzi o negli acquedotti, se ne trovano ugualmente sulla proprietà di case come a Peyriac Minervois dove l’acquedotto è in prossimità della casa di Gourgouly. Questo tipo di esemplare ritrovato vicino all’abitazione, permette secondo M. Martin[1]:”…di constatare che le credenze antiche e le superstizioni avevano il loro posto nello spazio domestico”. In effetti, queste tavolette, dovevano certamente servire a premunirsi soprattutto dai pericoli che potevano sopraggiungere in casa. In particolare contro le indesiderate incursioni dei ladri o ancora per far fronte alle intemperie climatiche. Ci si rende facilmente conto del carattere fondamentale della dimensione spaziale nelle credenze magiche del mondo gallo-romano. La defixio cerca innazi tutto il movimento verso il basso, in modo di entrare in contatto con le divinità infere. Si pensa ad una delle inversioni caratteristiche della magia antica in rapporto al culto civico officiale romano. In questo caso, la localizzazione delle tavolette magiche in Gallia romana non differisce da ciò che è attestato nel resto del mondo greco-romano. [1] Martin M., Les plombs magiques de la Gaule méridionale, 2005
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