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Associazione culturale e di rievocazione storica Gallica |
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Un approccio alle tavolette magiche in Gallia Romana Un approccio alle tavolette magiche in Gallia Romana Di Claire Gaillet (*1) Traduzione di Erba Giancarla Datazione Se si è interessati alla datazione di queste tavolette, bisogna essere prudenti perché non è sempre assicurata. Molto spesso la data è estrapolata con l’aiuto del materiale archeologico scoperto con la tavoletta magica. Si tratta per lo più di monete: a Peyriac Minervois (due monete con l’effige di Agrippa e di Augusto), a Lezoux (una moneta con Traiano), St. Marcel (monete con Tetricus I° e II° e Claudio II°), a Parigi (una moneta anteriore a Costantino), a Aumagne (monete con l’effige di Marco Aurelio) e a Amélie les Bains. Ma anche della ceramica: come nella tavoletta di Hospitalet di Larzac scoperta con una quarantina di vasi provenienti dal centro di ceramiche sigillate del sito archeologico della Graufesenque.
Arredamento della tomba della necropoli posta a “la Vayssière” Hospitalet du Larzac (Aveyron) - Una anello di taglia piccola che attesta che il proprietario del bijou era certamente una donna- La ceramica. Si tratta di un materiale di accompagnamento, verosimilmente della fase del declino del sito della Graufesenque, fine del I° sec. d.C. (90-110 d.C.) Bisogna quindi essere molto prudenti riguardo alla datazione di queste tavolette magiche. A maggior ragione perché si sa che le pratiche di defixio si sono svolte su un lungo periodo che va dal IV ° sec. a.C. fino al VI°sec. d.C. In particolare in Gallia dove la pratica della defixio è attestata fin dal IV° sec. a.C. con la presenza delle colonie greche. Tuttavia, possiamo evidenziare i limiti dello “spazio gallico”. Infatti la maggioranza delle tavolette risalgono all’incirca alla fine del I° sec. d.C. (Peyriac Mivervois – Magalas – Monastère sous Rodez – Lezoux – Chamarlières – St. Marcel – Mariana – Millau e l’Hospitalet du Larzac). Questo primo approccio riguardo la datazione ci permette di constatare che la preponderanza delle tavolette risalgono all’inizio dell’Impero. Ciò tende a confermare che il I° sec. augusteo segna un sensibile aumento delle pratiche occulte. Infatti sulle trenta tavolette registrate fino ad oggi, circa ¼ è datata I° sec. d.C., essenzialmente nelle provincie di forte tradizione romana, ma anche presso le popolazioni che utilizzavano la lingua celta. Ciò non ci può impedire di constatare la perennità dell’utilizzo fino all’alto Medio Evo, come attesta la tavoletta di Vindrac. E’ possibile anche fare un’altra considerazione, e cioè che la tavoletta aggiornata a Roma sarebbe la Tabellae agoniscae, fino ad oggi la più tardiva scoperta in Occidente, visto che sarebbe data intorno al III°-IV° sec.
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