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Associazione culturale e di rievocazione storica Gallica |
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Un approccio alle tavolette magiche in Gallia Romana Un approccio alle tavolette magiche in Gallia Romana Di Claire Gaillet (*1) Traduzione di Erba Giancarla Conclusione
Ci si rende facilmente conto dell’interesse di tali documenti epigrafici quali sono le tavolette magiche. Sono fonti archeologiche di prim’ordine per tentare di comprendere il meccanismo delle credenze e delle pratiche magiche del mondo gallo-romano. E oltre a ciò, queste tavolette ci consentono di avvicinarci al fenomeno ancora molto offuscato della “romanizzazione”. In effetti, è ormai praticamente attestato che “questa stregoneria della scrittura, i Galli non l’hanno inventata, l’hanno presa a prestito dai loro nuovi padroni (i romani)” (Lambert 1994.149). La magia in Gallia romana sembra corrispondere più o meno a grandi linee a ciò che noi troviamo talvolta nel mondo greco-romano. Così i Galli adottando le tecniche di scrittura dai romani hanno anche adottato l’utilizzo della scrittura stessa, e attraverso la quale ritroviamo la pratica di incantamento di defixio. Questa usanza non ha quindi a priori nessuna ascendenza celtica, sebbene uno studio più profondo sugli ogham druidici potrebbe senza dubbio mostrarci degli accostamenti con le defixio greco-romane. Dunque, se nella forma, la magia gallo-romana non è differente dalla pratiche attestate nel resto del mondo gallo-romano, sia nel posizionamento, che nell’utilizzo del materiale che nel percorso rituale, la rivincita di quest’ultima ipotesi merita certamente di essere approfondita. Si attesta, per esempio, l’utilizzo di lingue celtiche su queste tavolette specificatamente il gallico, e ugualmente l’invocazione di divinità locali, di origine celtica. La magia in Gallia romana sembra dunque tentare dei particolarismi, mischiando tradizioni indigene e impronta del mondo latino. Questi elementi celtici certamente non sono da sopravvalutare, ma sembrano ugualmente essenziali al fine di tentare di censire nel modo migliore, le pratiche magiche in Gallia romana e attraverso queste il sincretismo che si è potuto stabilire.
Bibliografia Charvet, Ozanam 1994: P. Charvet, A.M. Ozanam, La magie, voix secrète de l’Antiquité, Nil édition, Paris, 1994 Coulon 1996: G. Coulon, Argentomagus du site gaulois à la ville gallo romaine, Paris, Errance, 1996 Graf 1994: F. Graf, La magie dans l’Antiquité gréco-romaine, Les Belles Lettres, Paris, 1994 Guyonvarc’h 1997: Magie, medicine et divination chez les celtes, Edition Payot et Rivages, Paris, 1997 Lambert 1994: P.Y. Lambert, La langue gauloise, Errance, Paris 1994 Simon, Velasquez 2000: F.M.Simon, I. Vélasquez, “Una nueva defixio aparecida en Dax (landes)”, Aquitania 2000, p.261-274
Traduzione integrale dell’articolo di Claire Gaillet, effettuato con il consenso dell’autrice, qualsiasi riproduzione anche parziale di questo testo, si deve ritenere una violazione del copyright.
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