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Il cucullus, il più famoso capo d’abbigliamento gallico. Esiste un capo d’abbigliamento tipicamente gallico, ancor più conosciuto nell’antichità rispetto alle bracae, ripreso e fatto proprio dai romani (cucullus) prima, per trasformarsi poi in un supporto dell’abbigliamento del frate nel Medio Evo ed oggi è conosciuto come cocolla. E’ una mantellina di varie
lunghezze indossata sia dagli uomini che dalle donne che si chiudeva con una
fibula e lo troviamo rappresentato su numerose statue galliche soprattutto
lignee e denominate genius cucullatus e in questo caso le raffigurazioni
mostrano dei mantelli lunghi fino ai piedi, quando invece la mantella diventa
più corta prende il nome di birros da cui deriva anche il termine
berretto. Tutta la documentazione oggi disponibile rispetto al cucullus parla di origine romana, ma è ormai attestato che l’origine di questo importantissimo capo è gallica e quando i romani lo hanno adottato lo hanno chiamato caracalla o anche palla gallica. Addirittura pare che il termine potesse essere latino sì ma di origine gallica e sembra far parte del composto: bardo-cucullus “cappuccio del bardo” da cui deriva il nome Cucullatus che designa una divinità che si ritrova ovunque in Gallia e che talvolta rappresenta un bimbo avviluppato in un mantello a cappuccio (vedi foto). Si presume che agisca principalmente sulla guarigione e sulla fertilità e accompagni le persone nell’aldilà. Altre volte questo tipo di divinità (quasi sempre lignea) rappresenta un uomo o una o tre dee madri. Diodoro Siculo nella sua Storia Universale ci dice: “i Galli indossano abiti sorprendenti, tuniche tinte in cui fioriscono tutti i colori, e pantaloni che chiamano "brache". Sopra portano dei corti mantelli a righe multicolori, o a quadri stretti da fibule, di stoffa pelosa d'inverno e leggera d'estate”. Bibliografia: - V. Kruta – I Celti - J. Lacroix – Les Noms d’origine gauloise - X. Delamarre – Dictionnaire de la langue gauloise
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