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Bucaneve

 

Il Bucaneve – Galanthus nivalis

 

A febbraio il bucaneve detto anche “campanella del lupo”, sboccia magicamente fra l’erba ancora prigioniera del gelo ad annunciare la primavera che incombe.

E’ un fiore semplice: una campanella bianca con goccioline verdi all’apice di ogni petalo. Attraverso una piccola punta aguzza buca il terreno e passa attraverso il manto nevoso per poi sbocciare completamente. Nel linguaggio dei fiori è simbolo di speranza, l’augurio che la campagna gelida e spoglia cominci presto a dare molti frutti. Un proverbio dice “una primavera senza bucaneve vuol dire un’estate senza frutti”. E un altro che spinge a trovarne almeno uno e a raccoglierlo: “Basta raccogliere un fiore di bucaneve nella prima notte di luna dopo la fine di gennaio per essere felici tutto l’anno”.

Chi vuole legare a sé la persona amata per sempre deve compiere questo rituale:

-          si deve recare di prima mattina lungo la riva di un fosso a cogliere dei bucaneve appena spuntati e ancora freddi di brina. Poi se ne getta il mazzolino nell’acqua pronunciando il nome dell’amato/a tenendo gli occhi chiusi: se la corrente trascinerà lontano i fiori, la persona che amate riceverà il messaggio restando per sempre fedele; nel caso tornassero a riva purtroppo non c’è nulla da fare, l’amore è destinato a finire.

Nel Regno Unito, patria incontestabile della coltivazione di ogni genere di piante, gli appassionati di bucaneve sono chiamati scherzosamente "galantofili".

Il nome botanico è Galanthus nivalis che significa “fiore color latte della neve. Però pare ce ci siano delle specie originarie di zone dove la neve non è mai comparsa.  Per esempio quella ambientata a Ikaria, isoletta dell’Egeo, dove Dedalo seppellì Icaro dopo il famoso volo. Pare che da quel giorno il vento, al primo tepore del sole, pianga la morte di Icaro con lacrime che a contatto con il terreno si traformano nel grazioso fiorellino.

Una leggenda cristiana narra invece che, dopo la cacciata dell’Eden, Adamo ed Eva si erano incamminati verso il loro esilio terrestre nel cuore di un rigido inverno.

Dopo qualche ora Eva era stanca, infreddolita e spaventata all’idea di trascorrere tutta la vita con quel gelo, apparve allora un angelo che disse che sarebbero sopraggiunte stagioni migliori come la primavera e l’estate, ma lei non ci credeva; l’angelo allora prese alcuni fiocchi di neve vi soffiò sopra e ordinò loro di mutarsi in boccioli, e questi, appena toccata terra si trasformarono in bucaneve ed Eva rincuorata riprese il viaggio.

Oggi il bucaneve grazie al suo candore ma soprattutto alla sua precoce fioritura viene associato alla Purificazione di Maria il 2 febbraio, anche questa leggenda derivante da credenze e riti antichissimi: in questa data per esempio nei paesi europei, le ragazze lo raccoglievano per portarlo con sé come simbolo di purezza.

 

 

 

Progetto di rievocazione storica Germanica di cui fa parte anche il Nemeton Ruis

 

 

 

 

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