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Aglio

Nome botanico:        Allium sativum L.

Sinonimi:             

Famiglia:              Liliacee

    Descrizione: La pianta è composta da un bulbo principale e da numerosi bulbilli secondari

 

Componenti: principalmente alligna da cui si formano il diallildisolfuro, che genera l’odore che lo contraddistingue, e l’ajoene.

 

Simbolismo:Secondo molti l’aglio garantirebbe da ogni maleficio, in sanscrito è chiamato

“l’uccisore di mostri”. La funzione di amuleto è tipica delle piante del sottosuolo, sacre agli inferi

che nella tradizione precristiana mediterranea non avevano certo una valenza negativa, ma impersonavano

le energie telluriche positive.

Nella tradizione popolare è anche un talismano collegato al solstizio d’estate. Il Pascoli in “San Giovanni”

recita: “Per San zanne chi non compra l’aglio, per tutto l’anno non avrà guadagno.”

In Romagna il 24 giugno si svolgeva il mercato dell’aglio, ritenuto simbolo di abbondanza.

Columella, esperto agronomo scriveva nel I secolo della nostra era:

 

“Ma quando biondeggiano nei campi le mature spighe del grano

e unito ai Gemelli il Sole titanio prolunga il giorno

inghiottendo nella infuocata luce le branche del Cancro,

aglio alloro e cipolle, papavero acceso e aneto

unite, e ancor verdeggianti i mazzi intrecciati vendete,

poi, vendute le merci, cantando le lodi solenni

di Fors Fortuna tornate ai vostri giocondi giardini”.

 

A causa del suo caratteristico odore però, l’aglio era anche spesso detestato, per esempio, mentre gli egizi annoveravano l’aglio fra le piante sacre, Giovenale li burlava in questo modo: “o sanctas gentes, qui bus haec nascuntur in hortis numina!” (santa gente, cui nascono nell’orto simili dei!). Le raffinate corti del Rinascimento bandirono l’aglio dalla mensa per il cattivo odore  che dava all’alito, al sudore e ai gas intestinali.

Alfonso di Pastiglia teneva lontano dalla sua corte per almeno un mese chi avesse mangiato aglio.

 

Proprietà: antibatterico, antimicotico, ipolipemizzante, antiaggregante piastrinico, anticoagulante, antipertensivo, espettorante e fluidificante. L’efficacia maggiore si ottiene dal bulbo fresco, alcune

proprietà infatti possono perdersi durante l’essicamento. Per i dolori reumatici anticamente nella Valle

Argentina veniva preparato “l’aceto dei quattro ladri” che si otteneva mettendo a macerare in due kg. e

mezzo di aceto bianco aglio e timo.

Plinio elenca le numerose proprietà dell’aglio, presentandolo come una panacea per tantissimi problemi, addirittura lo considerava capace di guarire l’epilessia e i malati di mente.

La medicina popolare faceva anche preparare una collana di teste d’aglio da mettere intorno al collo dei bambini colpiti dai vermi.

Contro il mal di denti da infiammazione si legavano tre spicchi d’aglio al polso della mano opposta alla parte

dolorante,   mentre sui geloni si spalmava del succo d’aglio; per la scabbia si mescolava un cucchiaino di miele con del succo d’aglio e si frizionava la vescica.

Ma pare che la virtù suprema dell’aglio sia quella di far passare le “sbornie sdegnose” (esistono sbornie canterine, oratorie, questionarie in cui bisogna sempre accondiscendere alle ragioni dell’imbevuto e revulsive in cui non è il vino che tradisce l’uomo ma l’uomo che tradisce il vino procurandogli una fine immeritata).

 E’ sconsigliato in caso di iperacidità gastrica,e ipotensione.

 

 

Progetto di rievocazione storica Germanica di cui fa parte anche il Nemeton Ruis

 

 

 

 

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